Daily Reflection: March 19, 2012

Solemnity of Saint Joseph, husband of the Blessed Virgin Mary

2 Sm 7:4-5a, 12-14a, 16

Ps 89:2-3, 4-5, 27 and 29

Rom 4:13, 16-18, 22

Mt 1:16, 18-21, 24a

The readings for the day can be found here.

 

The Exodus of Silence in St. Joseph

His Holiness Pope Benedict XVI highlights “the silence” of St. Joseph as a virtue and character lying at the heart of the Christian life. He says that: “His is a silence permeated by contemplation of the mystery of God, in an attitude of total availability to his divine wishes. In other words, the silence of St Joseph was not the sign of an inner void, but on the contrary, of the fullness of faith he carried in his heart, and which guided each and every one of his thoughts and actions.” St. Joseph’s silence is thus characterized by a total availability to the other, and in particular, to the Divine Other. Like a sunflower who gazes only at the Sun, St. Joseph’s heart is oriented toward God – he teaches us to follow His Word with courage and trust. In this way, in the figure of St. Joseph we discover a relationship between silence and exodus: to be silent in one’s being is to prepare oneself for a passing over of the self into God.

And so we read in Scripture that, while Joseph desired to divorce Mary privately, the Lord’s plan was different. Rather than adhering to his own agenda, however, Joseph’s humility was open to the voice of God. While sleeping, an angel came to Joseph in a dream: “‘Joseph, son of David, do not be afraid to take Mary your wife into your home. For it is through the Holy Spirit that this child has been conceived in her. She will bear a son and you are to name him Jesus, because he will save his people from their sins.’ When Joseph awoke, he did as the angel of the Lord had commanded him and took his wife into his home” (Mt 1: 20-21, 24). This passages shows us that Joseph exhibited the greatness of “holy poverty”: although he seemed to possess a particular agenda, his obedience illustrates that his life ultimately belonged to the Lord. The Holy Father says that St. Joseph’s silence is therefore “interwoven with constant prayer… [and of] adoration of his [God’s] holy will and of unreserved trust in his providence.”

During this time of Lent, may we pray to be silent in order to hear the voice of God and follow Him like a sunflower follows the sun: to be co-natural with our Creator. During this time of Lent, let us pray to be like St. Joseph: to be humble and available, to serve without hesitation the Mother of God and her Son, our Lord. In the words of the Holy Father: “Let us allow ourselves to be “infected” by the silence of St Joseph! We have much need of it in a world which is often too noisy, which does not encourage reflection and listening to the voice of God.”

 

L’esodo del silenzio in San Giuseppe

Sua Santità Benedetto XVI accentua “il silenzio” di San Giuseppe come una virtù e una caratteristica situata nel cuore della vita cristiana. Dice che: “Il suo è un silenzio permeato di contemplazione del mistero di Dio, in atteggiamento di totale disponibilità ai voleri divini. In altre parole, il silenzio di San Giuseppe non manifesta un vuoto interiore, ma, al contrario, la pienezza di fede che egli porta nel cuore, e che guida ogni suo pensiero ed ogni sua azione”.

Il silenzio di San Giuseppe quindi è caratterizzato da una disponibilità totale all’altro, e in particolare, all’altro divino. Come un girasole che fissa solo il sole, il cuore di San Giuseppe è orientato a Dio – lui ci insegna a seguire la parola di Dio con coraggio e fede. In questo modo, nella figura di San Giuseppe scopriamo una relazione tra silenzio e esodo: stare in silenzio nel proprio essere è prepararsi a un passaggio del proprio essere in Dio.

E così si legge nelle Sacre Scritture che, mentre Giuseppe desiderava divorziare da Maria in privato, il piano del Signore era diverso. Comunque, piuttosto che aderire al proprio piano individuale, l’umiltà di Giuseppe era aperta alla voce di Dio. Durante il sonno, un angelo è venuto a Giuseppe in sogno: “Giuseppe, figlio di Davide, non temere di prendere con te Maria, tua sposa, perché quel che è generato in lei viene dallo Spirito Santo. Essa partorirà un figlio e tu lo chiamerai Gesù: egli infatti salverà il suo popolo dai suoi peccati. Destatosi dal sonno, Giuseppe fece come gli aveva ordinato l’angelo del Signore e prese con sé la sua sposa” (Mt 1:20-21, 24). Questo passo ci mostra che Giuseppe ha manifestato la grandezza della “santa povertà”: anche se sembrava avere un piano particolare, la sua obbedienza illustra che la sua vità è appartenuta in definitiva al Signore. Il Santo Padre dice che il silenzio di San Giuseppe quindi è “intessuto di preghiera costante…[e] di adorazione della sua santa volontà e di affidamento senza riserve alla sua provvidenza”.

Durante questo tempo di Quaresima, preghiamo di stare in silenzio per sentire la voce di Dio e seguirlo come un girasole segue il sole: essere connaturati con il nostro Creatore. Durante questo tempo di Quaresima, preghiamo di essere come San Giuseppe: essere umile e disponibile, servire senza esitazione la Madre di Dio e il suo Figlio e nostro Signore. Nelle parole del Santo Padre: “Lasciamoci ‘contagiare’ dal silenzio di san Giuseppe! Ne abbiamo tanto bisogno, in un mondo spesso troppo rumoroso, che non favorisce il raccoglimento e l’ascolto della voce di Dio. In questo tempo di preparazione…coltiviamo il raccoglimento interiore, per accogliere e custodire Gesù nella nostra vita.”

 

Tommy Piolata is a Senior in the College of Arts and Sciences studying Philosophy, Classical Humanities, and Italian Studies, with a minor in Theological Studies. He is a member of Astha A Cappella, the Pregnant and Parenting Student Assistance committee, and a brother of Lateris Christi — the new Catholic men’s group on campus.

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